Pensieri e digressioni

Oggi ho visto una cosa che mi ha fatto pensare.
Io abito nella città della Nutella, dove la crisi non è arrivata, o meglio, non si sente così forte come nel resto d’Italia. Siamo un’isola felice… Perlomeno, questo è quello che sento ripetere da 4 anni a questa parte. Ma la crisi c’è. L’ho toccata con mano a Torino, quando cercavo lavoro e ho ripiegato sul tornare a casa per evitare spese che non potevo gestirmi. E oggi ho visto qualcosa che mi ha risvegliato dal torpore in cui ero caduta.
Un uomo, giovane, avrà avuto una quarantina d’anni. Seduto su un muretto. Davanti all’ingresso di una villa. Con uno striscione. “Senza lavoro si muore – Ferrero M. aiuto”. Messaggio semplice, ma duro e chiaro come un pugno nello stomaco. È così che mi sono sentita.
Questo signore stava di fronte all’ingresso del mega parco della mega villa del sig. Michele Ferrero, titolare dell’industria dolciaria Ferrero. Semplicemente stava lì a chiedere aiuto ed evidentemente lavoro ad una delle poche (se non unica) azienda italiana a non essere in crisi. Mi ha fatto effetto. Perché ci stiamo trastullando con le Langhe che forse diventeranno patrimonio dell’Unesco, con il turismo che invece di diminuire aumenta, con l’eccellenza enogastronomica che tocca cifre stratosferiche per un misero pranzo da cui rimani con la fame, con il Giro d’Italia che è passato anche di qua, con Chiamparino che sarà il sindaco dei piemontesi, eccetera eccetera. Ma la crisi c’è anche qui come dappertutto… ed è bene non dimenticarlo.

Cosa c’entra tutto ciò con questo blog? C’entra, eccome se c’entra.
Perché non voglio sembrare superficiale raccontando di viaggi quando c’è gente che non arriva a fine mese.
Ma sono fortunata. Non ho famiglia, non ho grosse spese di mantenimento e una delle poche (se non l’unica) soddisfazione che mi tolgo è viaggiare. Viaggi che possono essere anche solo nel paese accanto, ma comunque viaggio. E nel mio piccolo faccio muovere l’economia. E allora credo che possa essere una cosa positiva. Ed è bene condividerla. Perché mi illudo che qualcuno, leggendo i miei post, possa viaggiare anche solo con la fantasia e non pensare ai propri problemi. Perché il viaggio non è solo quello fisico, ma soprattutto è quello mentale.

Stasera alle 18.30 quando sono uscita dall’ufficio quel signore non c’era più. Faccio un volo con la mente e spero che il sig. Michele Ferrero passando in auto lì davanti lo abbia visto, abbia letto il suo messaggio e sia sceso per andargli incontro e stringergli la mano, sussurandogli “si aggiusterà tutto”. Questo è il mio augurio a quel signore immobile sotto il sole, in attesa.

P.S. Non ho fatto foto allo striscione e mi pare ovvia la ragione. Ma tutto ciò è vero come le unghie che la mia Musa mi sta piantando nella gamba in questo preciso momento.

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