Canonista si nasce, non si diventa!

Ho scoperto di essere una canonista. In realtà avevo un certo presentimento, ma ieri ho avuto la conferma.
Stavo frugando nella mia cameretta alla ricerca di vecchie foto scattate durante il mio viaggio in Portogallo (sapevo di averle da qualche parte nel marasma di casa mia, ma non sapevo dove…). Mentre frugavo nel mio disordine congenito le ho trovate: foto scattate quando ancora le macchine digitali erano un lusso per pochi eletti e non alla portata della gente comune. Al che mi è venuto in mente che potevo trovare anche la macchina che le aveva scattate…. Ed era proprio lì, dove la mia famiglia la teneva quando non la usava. Ed era nella sua scatola. Una Canon Junior AF. Vecchissima. Da decenni dimenticata…. tant’è che per tutto ‘sto tempo si è tenuta un vecchio rullino Kodak da 100 iso…. Chissà cosa conteneva…
Ripensandoci, poi, negli anni, crescendo, ho continuato ad avere macchine fotografiche Canon. Un po’ per caso, un po’ per consigli seguiti, un po’ perché mi sono fissata.
La prima Canon me la sono comprata da sola. Con i soldi di una borsa di studio. Mi serviva per l’università. Non potevo continuare a comprare rullini da cui mi uscivano solo una decina di foto buone per i miei esami…. Dovevo poterle rifare all’infinito e selezionarle in post-produzione. E me la sono presa. Canon Powershot A540. Bella. Zoom ottico da 4x e 6.0 megapixel di definizione. Ci ho fatto la tesi. Soddisfazioni su soddisfazioni quando fotografavo le torri dalla piazza a centinaia di metri di distanza. Quando l’ho scelta ho seguito il consiglio del commesso “Le lenti Canon sono le migliori”.
Sono molto affezionata a questa macchina. Tant’è che potrei regalarla alla mia nipotina di 8 anni perché si impratichisca con le fotografie, ma non posso immaginare la piccolina nelle mani di qualcun altro. E allora rimane lì. Ma quando vado in giro c’è sempre anche lei in borsa perché magari c’è qualche fotogramma istantaneo da dover scattare e lei è sempre pronta.
E poi c’è l’altra. La Reflex. La Canon EOS 1100D. Questa mi è stata regalata. E nè me l’aspettavo nè la volevo. Quando l’ho vista ci sono stata un po’ male a dirla tutta. Perché significava dover abbandonare la piccolina. Sono troppo possessiva… Divento sentimentale persino con gli oggetti.
All’inizio non la usavo. Era difficile. Non riuscivo a capirla nè ci provavo più di tanto. Finché, dopo 4 mesi, ho deciso di frequentare un corso per imparare ad usarla. Marika, la mia insegnante (anche lei canonista con una Canon gigantesca e pazzesca!), continuava a ripetermi che “dovevo semplicemente fare amicizia con la Reflex e imparare a parlare la sua stessa lingua”. Anche lì continuavo ad usare la piccolina (di nascosto), che nel frattempo, con i trucchetti imparati per la Reflex, scattava alla grande.
Finché, a forza di tentativi, mi sono accorta che alla fine la Reflex non è così malaccio. Continuo ad usare solamente 1/10 delle sue potenzialità (sono nabba e nemmeno 100 corsi di fotografia potrebbero aiutarmi), ma le mie immagini mi soddisfano.
La piccolina continua però ad accompagnarmi nei viaggi… perché non si sa mai. È la mia copertina di Linus. Riuscirò mai a staccarmene?

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