Da oggi Langhe-Roero e Monferrato patrimonio dell’Unesco… e domani?

Colline del Barbaresco in autunno

Colline del Barbaresco in autunno

[To see the translation click here]

E’ ufficiale. Da oggi pomeriggio Langhe-Roero e Monferrato sono il 50° sito italiano patrimonio dell’umanità UNESCO. Una bella responsabilità.

La prima domanda che mi è sorta spontanea è stata: “Perchè siamo patrimonio dell’umanità?” E allora ho cercato un po’ su internet…

Prima di tutto, con la definizione “sito patrimonio dell’umanità” si individuano aree che presentano particolarità di eccezionale importanza da un punto di vista culturale o naturale. Eh sì, perché a seconda della tipologia del sito, questo deve soddisfare almeno uno dei dieci criteri individuati dalla Convenzione sul patrimonio dell’umanità.

Vigneti in autunno

Vigneti in autunno

Per fortuna, le interazioni tra uomo e ambiente vengono riconosciute come paesaggi culturali… ed ecco perchè le Langhe-Roero e il Monferrato ricadono in questo ambito.

Il paese di Treiso tra le colline del Barbaresco

Il paese di Treiso tra le colline del Barbaresco

I criteri culturali sono:

– “rappresentare un capolavoro del genio creativo umano”

– “testimoniare un cambiamento considerevole culturale in un dato periodo sia in campo archeologico sia architettonico sia della tecnologia, artistico o paesaggistico”

– “apportare una testimonianza unica o eccezionale su una tradizione culturale o della civiltà”

– “offrire un esempio eminente di un tipo di costruzione architettonica o del paesaggio o tecnologico illustrante uno dei periodi della storia umana”

– “essere un esempio eminente dell’interazione umana con l’ambiente”

– “essere direttamente associato a avvenimenti legati a idee, credenze o opere artistiche e letterarie aventi un significato universale eccezionale (possibilmente in associazione ad altri punti)”

E poi ci sono i criteri naturali:

– “rappresentare dei fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale”

– “essere uno degli esempi rappresentativi di grande epoche storiche a testimonianza della  vita o dei processi geologici”

– “essere uno degli esempi eminenti dei processi ecologici e biologici in corso nell’evoluzione dell’ecosistema”

– “contenere gli habitat naturali più rappresentativi e più importanti per la conservazione delle biodiversità, compresi gli spazi minacciati aventi un particolare valore universale eccezionale dal punto di vista della scienza e della conservazione”

Chissà quale di questi criteri il paesaggio vitivinicolo di cui ho pieni gli occhi da quando sono nata ha soddisfatto. Probabilmente quello di paesaggio culturale derivante dalla continua interazione tra uomo e natura… come sono i vigneti.

Le colline del Barbaresco

Le colline del Barbaresco

Fatto sta che è la prima volta che l’UNESCO riconosce un paesaggio vitivinicolo italiano come bene unico al mondo per la sua eccezionalità rurale e culturale.  All’interno della definizione “Langhe-Roero e Monferrato” sono comprese 3 Province (Alessandria, Asti e Cuneo), 29 Comuni per un totale di circa 10000 ettari di terra.

Le colline del Barbaresco innevate

Le colline del Barbaresco innevate

Tutto era iniziato nel 2006 con la candidatura e l’iscrizione nella lista propositiva italiana. Eravamo stati bocciati nel 2011 e la delegazione aveva dovuto rivedere quali erano effettivamente le aree che potevano ambire a diventare sito UNESCO e quali no… per cui si è lavorato alacremente fino a gennaio 2013, quando la candidatura è stata ripresentata. Sono state definite la core zone (Langa del Barolo, Castello di Grinzane Cavour, colline del Barbaresco, Nizza Monferrato, Canelli e Monferrato degli Infernot) e la buffer zone, ovvero zona cuscinetto che garantisce la protezione del sito iscritto e la continuità al paesaggio delle singole aree.

Tramonto patrimonio dell'umanità

Tramonto patrimonio dell’umanità

Barbaresco

Barbaresco

Dicono che quella di oggi sia una bella vittoria. E sicuramente lo è, soprattutto per le tradizioni che ancora si sentono così forti su questo territorio. Ma quello che mi chiedo è cosa cambierà domani. Diventerà davvero più difficile costruire capannoni industriali oppure centri commerciali? Aumenterà davvero il turismo che mi sembra già fin troppo di massa? O verrà richiamata in zona un tipo di utenza più elevata culturalmente che ci consentirà di non focalizzare il nostro target solo ed esclusivamente sull’enogastronomia?

Paesaggio tipicamente autunnale delle Langhe

Paesaggio tipicamente autunnale delle Langhe

Non so cosa rispondere e credo che non troverò la risposta entro breve tempo. Ma oggi mi sento anch’io patrimonio dell’umanità. Faccio bene?

Annunci

7 pensieri su “Da oggi Langhe-Roero e Monferrato patrimonio dell’Unesco… e domani?

  1. Max510 ha detto:

    L’ha ribloggato su Max510's Bloge ha commentato:
    E’ con grande piacere che rilancio il post di Girumeta, langarola doc come i vini della sua terra, per celebrare il riconoscimento dell’UNESCO per queste bellissime terre piemontesi come Patrimonio dell’Umanità !
    Ci vado spesso, per girovagare in moto, bere dell’ottimo vino e mangiare sempre in modo divino, in qualsiasi luogo si capiti, dalla semplice trattoria a locali più rinomati.
    Langhe e Monferrato non sono solo vino e tartufi !

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...