Ad Alba si sale e si scende

Il Duomo di Alba

Il Duomo di Alba

Il Duomo di Alba è un gioiellino. Sarà perché lo amo in modo particolare, ma lo porto nel cuore. Niente a che vedere con la magnificenza di marmi, tripudio di statue e decorazioni o quant’altro… semplice e lineare, domina la piazza del Duomo con naturalezza. Mattoni, un po’ di arenaria e imponenza. Questo è il Duomo. Ha subito nel corso dei secoli rimaneggiamenti e ristrutturazioni, a seguito di instabilità strutturali e crolli, conservando sempre le sue caratteristiche fondamentali. Grazie anche all’ultimo sapiente restauro, eseguito alla fine del XIX secolo ad opera di Edoardo Arborio Mella, che ci ha lasciato la facciata attuale.
Il campanile è un mondo a parte, come se fosse un’entità a sé. Costruito alla fine del XII secolo, non ha subito particolari rimaneggiamenti, rimanendo perlopiù tale e quale come lo vediamo oggi.

Il campanile del Duomo di Alba

Il campanile del Duomo di Alba

Ma la particolarità del campanile di Alba è anche un’altra: all’interno ve ne è un altro, risalente al X secolo. I muri del campanile esterno non sono stati costruiti in aderenza a quelli più antichi, ma c’è una stretta intercapedine all’interno della quale corre una ripida scala che conduce alla sommità dell’antica torre.

Forse, la cosa più straordinaria di tutto ciò, è che quest’estate si può salire fino in cima, di sera, godendosi lo spettacolo della città che si illumina e il tramonto sulle Langhe e Roero. Cosa si può volere di più dalla vita?

Salendo per una scala strettissima (si passa giusto uno per volta rigorosamente in fila indiana, come vuole la tradizione medievale) si percorrono 120 scalini messi in fila con dimensione variabile, in modo da rendere il tutto più avventuroso e per rimanere fino in cima con il dubbio di potercela fare.

La scala stretta tra i muri delle due torri campanarie

La scala stretta tra i muri delle due torri campanarie

La cosa fantastica è che questa scala è stata costruita tra il muro esterno del campanile del X secolo e il muro interno di quello costruito durante il XII secolo. Le tecniche costruttive di diversa fattura risultano così ben visibili ed evidenti durante il percorso, notando qua e là aperture che sono state tamponate e solai lignei asportati. Sicuramente questo percorso non è indicato per chi soffre di claustrofobia, ma si sa, in passato erano più temerari di noi. Quando si arriva in cima il fiatone scompare in un nanosecondo e si rimane sbalorditi.

La vista è spettacolare e se si ha la fortuna di essere nell’orario giusto, ci si trova davanti ad un tramonto che rende il panorama unico nel suo genere. Appena ci si affaccia dalle trifore che adornano l’ultimo livello del campanile, si rimane per un attimo senza fiato (sarà colpa degli scalini, direte voi… ma secondo me c’entra il panorama). Tutto ha le sfumature del rosso, saranno i mattoni e i coppi che caratterizzano la città, sarà il sole che mentre cade infiamma tutto oppure le luci del centro storico che hanno questa luce particolare… ma all’incirca l’effetto che si potrebbe avere è questo.

Panorama a 45 metri di altezza

Con il Monviso di cui si intravede il profilo e la collina di Santa Vittoria di fronte in lontananza. Eppoi loro, le torri medievali. Dove si trova un altro posto da cui è possibile guardarle dritto negli occhi? Ad Alba non esiste.

Quando si torna indietro, scendendo, bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi perchè le pedate degli scalini sono piccole. Una volta raggiunto il piano terra si può ancora scendere e visitare il MUDI, il Museo Diocesano di Alba. Si accede alla cripta del Duomo, dove sono state eseguite varie campagne di scavo e sono stati riportati alla luce reperti di epoche diverse.

In compagnia di un archeologo che ha scavato tra questi resti si scopre un’epoca di cui si era sentito parlare solo sui libri di scuola. Tombe appartenenti ad età diverse e soprattutto a ceti sociali diversi vengono sapientemente spiegate e rese evidenti anche agli occhi di chi non se ne intende.

Le tombe rinvenute e conservate nel MUDI

Le tombe rinvenute e conservate nel MUDI

Eppoi resti inaspettati… l’impronta di un calzare di un legionario romano e l’impronta di un piede nudo… Sono reperti che pensi di trovare in posti carichi di storia come Roma e Pompei… e invece anche piccole località di provincia, come lo è Alba, si scoprono ricche di tesori.

Resti inaspettati

Resti inaspettati

Dulcis in fundo… i resti dell’antico fonte battesimale del Duomo di Alba. Questo però, a quanto mi hanno detto, è ancora un tesoro tutto da scoprire, perché quello visibile ad oggi in realtà ne dovrebbe nascondere un altro al suo interno (anche qui effetto Matrioska…).

Il fonte battesimale

Il fonte battesimale

Di questa serata molto particolare, trascorsa in altre epoche, devo ringraziare l’Associazione Colline & Culture, che tutti i martedì sera fino al 21 luglio organizza e gestisce le visite guidate al campanile e al MUDI sapientemente e in sicurezza. E in cima al campanile viene offerta una piccola degustazione, in modo da farti sentire proprio in Paradiso.

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