Una domenica a Portovenere

Una domenica calda e tormentata dal sole di agosto siamo andati a Portovenere. Siamo stati immediatamente accolti dal traffico di auto e dal problema del parcheggio… classico, per chi come noi, incurante e incosciente di tutto e tutti si avventura fino in centro, ripetendosi tra sè e sè “un posto per noi lo troviamo… sicuro!”. E invece no. Per cui si torna indietro e si parcheggia (a pagamento) a circa 2 km, che verranno affrontati ovviamente a piedi, a mezzogiorno e senza acqua a portata di mano. L’unico sollievo ci viene offerto dal panorama, perchè percorrendo la strada a piedi abbiamo tutto il tempo di godercelo e di fare miliardi di foto.

Giri una curva e la vista mozzafiato su Portovenere ti lascia senza fiato

Giri una curva e la vista su Portovenere ti lascia senza fiato

D’un tratto arriviamo alla porta e alle mura di Portovenere: una piazzetta e finalmente un po’ di ombra, tanto desiderata durante la passeggiata.

Le mura di Portovenere

Le mura di Portovenere

Una volta raggiunto il centro, ci addentriamo nei caruggi, troviamo gatti (immancabili) e assaggiamo prodotti tipici che ci vengono offerti all’esterno delle botteghe che colorano la cittadina.

I carruggi con le botteghe

I caruggi con le botteghe

Tutto ha un sapore di altri tempi. Sarà il fatto di avere un centro storico totalmente pedonale, sarà il profumo di mare che si mischia con quello del basilico, sarà la gente che passeggia senza fretta.

Gatto ligure

Gatto ligure

Raggiungiamo quindi la chiesa di San Pietro in cima al promontorio che domina il mare e lo stretto che Portovenere forma con l’isola Palmaria. Tutto è passato da essere colorato ad essere grigio scuro, come le rocce e gli scogli che si tuffano in acqua.

L'interno della chiesa di San Pietro

L’interno della chiesa di San Pietro

Anche la chiesetta al suo interno riporta questi colori. Dalla chiesa saliamo sul suotetto da cui ammiriamo la vista sul porto di Spezia e sul traffico marittimo che attraversa lo stretto. Rimaniamo impressionati dal continuo viavai di imbarcazioni.

Il traffico marittimo

Il traffico marittimo

Saliamo quindi verso il castello Doria che sovrasta il monte su cui Portovenere si è arroccato e visitiamo il santuario della Madonna Bianca, con un bellissimo soffitto ligneo che contrasta con i muri in pietra nera.

La roccia nera di Portovenere

La roccia nera di Portovenere

Il soffitto ligneo del santurario della Madonna Bianca

Il soffitto ligneo del santurario della Madonna Bianca

Dopo una breve pausa pranzo rigorosamente a base di frutti di mare ci imbarchiamo su un traghetto per fare il giro dell’isola Palmaria, la grande isola di fronte a Portovenere. A proposito di gatti… c’è una bella leggenda che mi ha raccontato una signora proprio a riguardo della Palmaria. Pare che negli anni ’60 La Spezia fosse stata invasa dai felini e l’amministrazione dell’epoca decise di catturare i pelosetti e mandarli in esilio proprio sulla Palmaria. Dopo qualche giorno però i gatti tornarono ad invadere La Spezia e vennero chiamati “i gatti della Palmaria”.

Durante il tragitto ci avviciniamo anche a Tino e Tinetto, che tengono compagnia alla penisola.

Il faro dell'isola Palmaria

Il faro dell’isola di Tino

La Grotta Azzurra

La Grotta Azzurra

Dalla nave si può godere di scorci unici, come la Grotta Azzurra, visibile solamente dal mare, oppure Portovenere con il castello Doria che domina tutto dall’alto, per cui assolutamente da fare!

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Portovenere e il castello Doria

Dov'è Portovenere?

Dov’è Portovenere?

 

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