#VieniaGenova: ecco le mie 10 buone ragioni

Quando ero piccola Genova era per me solamente un luogo di passaggio, una tappa obbligata per raggiungere un altro posto. Negli anni dell’università è diventata una meta ambita, dove il sogno di poter lavorare al Renzo Piano Building Workshop sembrava realizzabile. Da cinque anni a questa parte Genova è diventata anche un po’ casa mia. Ho imparato a conoscerla, ma soprattutto ad apprezzare le sue mille sfumature. E per questo ringrazio chi mi ha accompagnato lungo i suoi vicoli, dentro i suoi monumenti, in cima ai suoi monti, sui suoi scogli e tra la sua gente.

La casa di Cristoforo Colombo

La casa di Cristoforo Colombo

#1. .Genova è rassicurante. Arrivando dal mare vieni accolto dalla Lanterna, simbolo della città e punto di riferimento sia per i viaggiatori marittimi che per quelli sulla terraferma. Per chi invece arriva dall’autostrada, Genova ti saluta dal basso, offrendoti spiragli di mare tra le montagne e lasciandoti solo immaginare cosa troverai a valle.
Per chi arriva in treno nelle stazioni principali l’impatto è immediato. Da Brignole vieni catapultato nella frenesia della Foce, di piazza della Vittoria e di via XX Settembre, centri nevralgici e commerciali della città. Da Principe ti immergi passo dopo passo nella storia della città dove puoi toccarla ma soprattutto respirarla, attraversando il sito Unesco e arrivando fino al mare. Se invece scendi in una delle stazioni minori l’impatto è più graduale, perchè non si percepisce il capoluogo di Regione ma piuttosto una città di Riviera.

Genova vista dai Forti

Genova dall’alto

Un veliero e la Lanterna

Un veliero e la Lanterna

#2. Genova è decadente, ma non sempre è una cosa negativa, o perlomeno, non in questo caso. Quanto è facile amare una città splendente, pulita e luminosa? Ma è molto più affascinante scoprire poco per volta la bellezza nascosta di un luogo, in cui bisogna addentrarsi per poterla ammirare. E così è Genova con i suoi carruggi, antri che si affacciano sporadicamente su mondi nascosti e vite fino a quel momento ignorate che scorrono parallele.

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I carruggi

Vie strette che si arrampicano

Vie strette che si arrampicano

3. Genova è prepotente, come lo è la sfarzosità degli interni dei Palazzi dei Rolli. Passeggiando su via Garibaldi mai ti immagineresti quanto riccamente sono adornati i saloni che si susseguono sopra la tua testa. Basta trovare un portone aperto e affacciarsi un momento per scoprire un giardino con giochi d’acqua abitati. Se poi riesci ad imboccare lo scalone d’onore e sali al piano nobile, lo sfarzo si paleserà in saloni enormi interamente affrescati o, se sei fortunato, decorati dal pavimento fino al soffitto con stucchi dorati e specchi. E’ un tripudio continuo di trompe l’oeil e affreschi cinquecenteschi. E quando esci da uno di questi palazzi con gli occhi sazi e appagati e con la convinzione che non ci sia niente di minimamente paragonabile, ti imbatti nel palazzo accanto, le cui sale ti lasceranno nuovamente a bocca aperta.

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L’interno del Palazzo della Camera di Commercio di Genova

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Uno dei tesori dei Palazzi dei Rolli

Tripudio di decori

Tripudio di decori

#4. Genova è British. Capiti per caso proprio lì, dietro a Palazzo Ducale, in piazza De Ferrari e quando alzi lo sguardo ti sembra di essere a Piccadilly Circus a Londra. O forse capita solo a me. Se poi pioviggina le due città mi sembrano ancora più vicine. In realtà non mi è particolarmente chiaro se sia Genova ad assomigliare a Londra oppure viceversa. E allora mi viene in mente cosa mi ripete ogni tanto il Signorino, da vero e autoctono abitante della Superba. Sembrerebbe che le navi inglesi, all’epoca della repubbliche marinare, battessero bandiera genovese per non essere attaccati dai pirati. E da lì deriverebbe la “Croce di San Giorgio” inglese.

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La fontana di piazza De Ferrari

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Una foto molto british

#5. Genova è romantica. Basta fare una passeggiata sul lungomare di corso Italia, scendere al monumento di Quarto dei Mille oppure mangiare un gelato a Boccadasse per scoprirlo. Se poi tutto ciò lo fai al tramonto, lasciandoti accompagnare dal rumore delle onde che si infrangono sugli scogli, l’atmosfera è assicurata.

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Boccadasse d’inverno

Tramonto a Genova

Tramonto a Genova

#6. Genova è architettura. Mi ha sempre affascinata l’inventiva architettonica e urbanistica genovese, capace di sfruttare il poco spazio a disposizione, orientando il lotto (e quindi gli edifici) nel senso della profondità senza privilegiare l’affaccio. Sarà che i genovesi sono famosi per essere tirchi o, più semplicemente, perchè la città è stretta tra i monti e il mare… Fatto sta che i palazzi sono alti e stretti, uno attaccato all’altro, come tanti soldatini in riga che se uno si sposta cadono tutti. Tornando ai giorni nostri è impossibile dimenticare Renzo Piano, con i suoi segni evidenti lasciati in città. Una passeggiata al Porto Antico è d’obbligo e la poetica architettonica con i suoi richiami alle chiglie delle navi mettono in evidenza le origini genovesi dell’archistar.

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San Lorenzo

Via XX Settembre

Via XX Settembre

Il Bigo

Il Bigo

Porta Soprana

Porta Soprana

#7. Genova è pesto, focaccia al formaggio e farinata. Cosa c’è di più buono? Andate a Genova e provate a non assaggiare nemmeno una di queste prelibatezze. Se ci riuscite, vi faccio i miei complimenti. Ma non sapete cosa vi siete persi…

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La focaccia di Recco

#8. Genova è mare . Ho sempre avuto un’idea sbagliata del mare genovese, perché pensavo che l’acqua non fosse pulirà essendoci un porto così importante. E credevo che fosse triste vivere in una città con il mare lì a portata di mano e non poterci fare il bagno. E invece mi sbagliavo, il bagno te lo fai eccome. È così hai un valore aggiunto… dopo una giornata di shopping o passata a visitare la città con i suoi monumenti hai la possibilità di rilassarti, in un attimo.

...e che ve lo dico a fare?

…e che ve lo dico a fare?

Il mare al Porto Antico

Il mare al Porto Antico

#9. Genova è l’incontro con uno scoiattolo. Sembra impossibile ma sono dovuta andare ai Parchi di Nervi per poterne incontrare uno da vicino. E loro sono lì che ti aspettano la domenica pomeriggio. Basta fare una passeggiata sbattendo tra le mani i gusci delle noci e loro arrivano come se quello fosse un richiamo. E lì le foto si sprecano.

Scoiattolo genovese

Scoiattolo genovese

#10. E poi ci sono loro, i genovesi. Quelli che se sentono un accento o un intercalare diverso dal loro in un primo momento si irrigidiscono, ma poi ti aprono il loro cuore per accoglierti. La cosa più bella è che si scoprono in difficoltà si tirano su le maniche in silenzio, senza dire niente a nessuno e si rialzano, da soli. E la definizione “quelli della Superba” mai fu più azzeccata.

Or su dunque, ho stuzzicato abbastanza il vostro appetito per farvi dire #VieniaGenova?

Dov'è Genova?

Dov’è Genova?

 

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4 pensieri su “#VieniaGenova: ecco le mie 10 buone ragioni

    • girumeta ha detto:

      Grazie Bea, i complimenti quando fatti da chi ha più esperienza non possono che essere i benvenuti. Ho letto il tuo post, carico di indicazioni precise, che mi ha riportato ai luoghi che così tanto amo. Buon anno!

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      • Viaggiando con Bea ha detto:

        Il mio post su Genova l’ho fatto circa 2 anni fa e, quindi, mi ero appena avventurata nel mio percorso da blogger. Diciamo che fin da subito ho iniziato a scrivere con il cuore delle mie esperienze di viaggio, ed è proprio questo che rende piacevole la lettura. Un abbraccio Bea

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