Erice, dove la roccia diventa architettura

Erice  è un gioiellino in pietra che si trova proprio sopra Trapani. Si raggiunge facilmente in auto oppure tramite la funivia che la collega in 10 minuti con il capoluogo siciliano.

Il borgo di Erice

Il borgo di Erice

Secondo la leggenda, questo piccolo borgo fu fondato da troiani in fuga dopo la distruzione dell’antica Ilio, dando origine alla popolazione degli Elimi, di cui Erice e Segesta furono i centri di maggiore importanza. La città venne distrutta durante la prima guerra punica in quanto gli Elimi appoggiavano i Cartaginesi e si diede così origine alla vicina Trapani. Erice venne quindi fortificata con muri di cinta ancora visibili oggi, che vennero realizzati seguendo la conformazione rocciosa del monte su cui sorge la città, rendendola così inespugnabile.

Le fortificazioni

Essendo Erice una città a forma triangolare, si arriva inizialmente sul vertice sud-ovest, quello proprio sopra Trapani. Attraversando Porta Trapani si accede a questo centro medievale interamente realizzato in pietra locale. La passeggiata nel borgo è piacevole anche a ferragosto, perchè sorgendo a 750 metri di altezza sul livello del mare il luogo risulta molto ventilato.

Si raggiunge immediatamente il Duomo con il suo campanile, dal chiaro stile romanico. Il campanile sembra più essere una torre di avvistamento in quanto staccata completamente dalla facciata della chiesa.

Il campanile

Il campanile

Il rosone e il portale di ingresso del Duomo risultano essere opere scultoree di particolare pregio, anche se il portico aggiunto successivamente li nasconde un po’ alla vista. Molto particolare è l’inserimento dei merli su di un edificio religioso, perchè rende evidente il prevalente carattere difensivo della città.

Il Duomo

Il Duomo

L’interno è in stile neogotico, che contrasta visibilmente con l’austerità dell’esterno.

L'interno del Duomo

L’interno del Duomo

La città offre scorci spettacolari. Basta salire sul campanile per avere una visione a 180 gradi sulla pianura sottostante. Addirittura nelle giornate terse si riescono a vedere le isole Egadi, che si trovano proprio di fronte a Trapani e le sue saline.

Le Egadi e Trapani

Le isole Egadi di fronte a Trapani

Le saline di Trapani

Le saline di Trapani

Attraversando il centro storico sulle vie lastricate si raggiunge l’altro vertice di Erice, quello situato a sud-est. Qui sorge il Castello di Venere, chiamato così in onore del culto romano della Venere Ericina. Se gli Elimi avevano origini dalla città di Troia, non si può non ricordare che la madre di Enea era proprio la dea Venere. Ad Erice pare che Enea stesso avesse costruito un tempio dedicato alla madre proprio dove sorge oggi il castello. Ed ecco dunque da dove deriva il nome.

IMG_1535 copyIl castello è stato costruito in epoca normanna direttamente sulla roccia viva, che diventa parte stessa della costruzione. La funzione difensiva dell’edificio risulta ancora oggi chiaramente evidente.

Il Castello di Venere

Il Castello di Venere

La vista da qui risulta mozzafiato, poichè si apre sul monte Cofano (il nome evoca proprio la sua forma particolarissima) e raggiunge San Vito lo Capo.

Il monte Cofano con San Vito lo Capo

Il monte Cofano con San Vito lo Capo

Per la visita di Erice esiste la possibilità di acquistare un biglietto cumulativo (nel 2013 costava 11,00 euro per 2 persone), che consente di accedere alle chiese e al campanile. Il castello purtroppo prevede un biglietto di ingresso a parte. Anche solo una visita “esterna” ai monumenti vale comunque il viaggio, a mio parere. Abbiamo lasciato l’auto nel parcheggio di fronte a Porta Trapani per circa 2 ore e abbiamo pagato 3,00 euro.

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Tanto per non perdere la bussola

 

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2 pensieri su “Erice, dove la roccia diventa architettura

  1. trentennepercaso ha detto:

    Dal mio balcone la vedo, Erice, sontuosa sulla sua montagna. Sono nata lì; e l’ultimo dell’anno, vederla innevata è stata un’emozione raramente ripetibile! Girando fra le sue stradine scopro ogni volta scorci nuovi e rimango col sorriso sulle labbra, come una bambina. Spero che tutti possano provare almeno una volta una sensazione di questo tipo, guardando verso ogni orizzonte!

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