Snakes… quando i serpenti non fanno paura

A Genova c’è una bella mostra all’interno del Museo di Storia Naturale. Noi ci siamo stati il weekend scorso e devo dire che, anche se fossi prevenuta nei confronti di tutto ciò che non ha zampe e non è peloso (esclusi i ragni che quelli non mi piacciono a prescindere), la mostra si è rivelata interessante. Stranamente mi sono accorta che i serpenti non mi fanno così paura come credevo e, anzi, in alcuni casi, mi sarebbe piaciuto anche poterli accarezzare per sentire com’è la loro pelle al tatto… anche se forse l’animaletto in questione non avrebbe apprezzato.

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Non sono un’esperta di rettili né lo voglio diventare, per cui non mi ricordo assolutamente i nomi dei serpenti che sono in mostra, a meno che non siano particolarmente “famosi”. Ho provato a cercarli su internet, ma detto proprio con il cuore in mano, non ce la faccio… Il troppo stroppia! Per cui godetevi le foto e se li riconoscete, commentate, così poi aggiungo i nomi!

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La mostra si apre con una piccola sezione di introduzione, dove viene raccontato il contrabbando delle pelli di serpente, l’anatomia di questi animaletti e gli effetti del loro veleno sull’uomo. Si prosegue quindi all’interno della sala che ospita le teche con le tenere bestiole.

Mamba verde

Mamba verde

I serpenti sono tranquilli e alcuni completamente nascosti (credo che anche loro non sopportino molto il susseguirsi di volti incuriositi affacciarsi sulle loro teche). Addirittura uno o due erano completamente nascosti sotto la sabbia e affiorava solo un pezzettino di pelle.

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Altri invece erano talmente spaventati che, oltre ad essere nascosti, lasciavano come segno della loro presenza il veleno sul vetro. Altri ancora, grazie ai loro colori molto particolari, sembravano quasi mimetizzarsi.

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C’è da dire che però non li ho visti particolarmente sofferenti, forse perché gli esemplari in mostra sono tutti nati in cattività. Ho letto che i serpenti soffrono un po’ gli spazi aperti, perché è più difficile per loro nascondersi, mentre all’interno delle teche riescono a gestirsi meglio il territorio.

Pitone

Pitone

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Alcuni dormivano placidamente appesi…

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… e due mi hanno fatto anche tenerezza, perché si erano sistemati uno di fronte all’altro e sembravano guardarsi negli occhi.

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I gruppetti di 2 o 3 serpentelli arrotolati uno sull’altro sono stati i più simpatici. Evidentemente si tenevano caldo e volevano stare vicini vicini.

Boa

Boa

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Le vipere sono rimaste la specie che mi ha stupito di più. Chissà perché credevo fossero molto più lunghe e mi sono resa conto che, vivendo anche sulle nostre montagne, è facile non vederle e rischiare così di essere morsi.

La vipera che vive anche sulle nostre montagne

La vipera che vive anche sulle nostre montagne

Tirando le somme… anche se non amo i serpenti, visitare questa mostra è stata molto interessante, evidentemente perchè è molto ben allestita. Può essere anche un momento per conoscere un qualcosa di non così comune per poterlo poi apprezzare, come è successo a me.

La mostra è visitabile dal martedì al giovedì con orario dalle 10 alle 18 fino al 31 maggio. Il costo del biglietto è di 10 euro per gli adulti e vi è la possibilità di visitare anche il Museo aggiungendo 3 euro a persona. All’interno della mostra è bene ricordarsi che si ha a che fare con animali che meritano il nostro rispetto, per cui non si fanno le foto con il flash, si deve mantenere una certa distanza dalle teche e soprattutto non si bussa per attirare la loro attenzione. Vi è la possibilità, in determinate giornate, di assistere alla nutrizione dei serpenti.

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