Decorazioni della seriana

#alezionediarchitettura: Palazzo Tè a Mantova

Voglio inaugurare la nuova sezione del mio blog dedicata alla storia dell’architettura con ciò che sui libri mi aveva affascinato facendomi sognare ad occhi aperti. Per anni ho desiderato di visitare Palazzo Tè e Mantova.

Nel Cinquecento era consuetudine che gli artisti presentassero diverse competenze in campi differenti, come nel caso di Michelangelo. Palazzo Tè è stato realizzato dal pittore di origine romana Giulio Romano, allievo ed erede di Raffaello Sanzio e artista della corte di Federico Gonzaga a Mantova. Nella città lombarda fu attivo come architetto a partire dagli anni ’20 del Cinquecento. L’edificio in questione è stato voluto dal principe e si tratta di una struttura preesistente che ingloba l’intervento all’interno del suo complesso. L’ingresso principale non permette la visione prospettica degli elementi, perché non sta sull’asse principale. All’epoca l’assenza di scene prospettiche era una trasgressione, un elemento che rompeva i canoni. La facciata verso il giardino rimanda ai porticati ed ai loggiati tipici dell’architettura cinquecentesca. Il frontone triangolare è stato aggiunto successivamente nel corso dell’Ottocento.

L'esedra sul giardino

L’esedra sul giardino

Compare una sequenza di seriane, tipiche dell’architettura tardo – rinascimentale: si tratta di un modulo architettonico costituito da una struttura archivoltata e da una struttura architravata affiancata da due colonne. All’interno la seriana si raddoppia, conferendo così un effetto di monumentalità. La seriana è un elemento di dialogo con l’esterno.

La seriana

La seriana

Decorazioni della seriana

Decorazioni della seriana

La facciata esterna è caratterizzata dalla tessitura muraria bugnata, utilizzata in modo appropriato in quanto si tratta di una residenza di caccia. Il bugnato fa da sfondo all’ordine dorico, che viene stravolto nel sistema di rapporti geometrico-proporzionali. Il concio posto in chiave è troppo vicino alla trabeazione, mentre quello delle finestre laterali si aggancia direttamente alla cornice. Al bugnato che fa da sfondo se ne aggiunge un altro, che è quello che individua la presenza della finestra.

La facciata estera con il bugnato "sovrapposto" - credits to www.wga.hu

La facciata estera con il bugnato “sovrapposto” – credits to www.wga.hu

La facciata interna presenta lo stesso criterio compositivo di quella esterna. Il timpano si aggancia alla trabeazione e viene sorretto da due mensole e non più dalle due colonne. Secondo il Tafuri si tratta di una trasgressione, perché il robusto ordine dorico sorregge una trabeazione canonica (costituita dai triglifi e metope) e i triglifi cadono.

Architettura "trasgressiva"

Architettura “trasgressiva”

All’interno dell’edificio compaiono elementi pittorici interessanti, che rappresentano un’integrazione tra architettura e pittura.

La pittura si integra nell'architettura

La pittura si integra nell’architettura

Le volte sono unghiate e raccolgono dipinti con chiari riferimenti alla mitologia classica. Il tema principale può essere suddiviso in tanti sottotemi ed in questo senso subentrano le lunette. Sono rappresentate le vicende di Amore e Psiche e poiché i grandi dipinti necessitano di grandi spazi, vengono impiegate le volte.

In occasione della visita di Carlo V di Spagna avvenuta negli anni ’30 del Cinquecento vennero realizzati diversi dipinti, che dovevano celebrare i trionfi dell’imperatore basandosi sul mito della caduta dei giganti che avevano osato sfidare Giove. Viene perciò realizzata quella che viene chiamata la “Sala dei Giganti”. Entrando in questa stanza si ha la sensazione che tutto possa crollare da un momento all’altro, perché la sala è piccolissima ed è interamente dipinta con le figure dei giganti. Compare una rappresentazione prospettica della cupola sfondata, che rappresenta il criterio dello sviluppo dal basso.

La sala dei giganti - credits to www.wga.hu

La sala dei giganti – credits to www.wga.hu

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