#giùalnord case a graticcio e guglie a gogo .day1

Ho deciso. E’ ora che io mi ci metta d’impegno e che  vi racconti il nostro on the road in terra francese. Perché? Perché secondo me quelle sono mete di viaggio ancora un  po’ sottovalutate, ma che nel momento in cui vengono viste non si può che entusiasmarsi.

Come vi ho già detto qui, abbiamo cercato di non perderci niente di perderci poco.

Siamo partiti dall’aeroporto di Bergamo con il caldo atroce dell’agosto torrido dell’anno scorso. Di sera, perchè si sa che i voli low cost viaggiano ad orari un po’ strani. Ma così abbiamo potuto ammirare il tramonto in volo sulle nuvole.

Primo tramonto francese

Primo tramonto francese

Giunti in aeroporto intorno alle 22.00, ci siamo immediatamente accorti che la temperatura era sensibilmente più bassa rispetto a quella italiana. Abbiamo anche fatto un’altra scoperta: a nord hanno altri orari rispetto ai nostri. Come ce ne siamo accorti? Appena usciti dall’aeroporto ci siamo diretti al punto di partenza dei taxi, che era stranamente deserto. Man mano che il tempo passava la gente in attesa aumentava ma di taxi nemmeno l’ombra. Per fortuna due militari (con il mitra spianato in mezzo alla gente O.O) che passavano di lì ci hanno informato che i taxi dovevano essere chiamati telefonicamente, altrimenti rischiavamo di aspettarli tutta la notte. Detto fatto.

Il giorno dopo siamo partiti di buon ora dal B&B in centro a Beauvais e siamo ritornati all’aeroporto, da cui avremmo dovuto ritirare l’auto a noleggio. Peccato che il Car Rent ci abbia fatto aspettare un “carico” di auto proveniente da Parigi perché, nonostante le prenotazioni, le macchine erano terminate.

Dopo questo primo inghippo ci siamo quindi diretti alla volta di Rouen, prima meta del nostro viaggio. Ci siamo quindi addentrati nel centro con le sue viuzze acciottolate e le case a graticcio che ti accompagnano. E ce ne siamo riempiti gli occhi.

Le guglie della Cattedrale ti segnalano la sua presenza da qualsiasi punto del centro in cui tu ti trova.

Le guglie della Cattedrale di Rouen

Le guglie della Cattedrale di Rouen

L’imponente facciata è caratterizzata dalla Tour de Beurre, fatta costruire dai cittadini che volevano essere dispensati dal divieto di mangiare burro nel periodo quaresimale (ed ecco il motivo del nome).

L'imponente facciata della Cattedrale di Rouen

L’imponente facciata della Cattedrale di Rouen

Una volta dentro, le immagini dei quadri di Monet ti ritornano d’incanto in mente. La luce che filtra attraverso le vetrate policrome ti rapisce e le colonne che sorreggono le volte a costoloni ti fanno camminare con il naso all’insù, con il rischio di scontrarti con le altre persone. E’ la magia del gotico francese, non  puoi resistergli.

Le immagini di Monet ti tornano in mente

Le immagini di Monet ti tornano in mente

La passeggiata è quindi proseguita nel centro storico sapientemente restaurato e ben conservato. Le colorate case a graticcio sono le protagoniste indiscusse.

Le case a graticcio colorate

Le case a graticcio colorate

Abbiamo quindi proseguito alla volta dell’Église Saint-Maclou, dove da un dehor bohémien ci siamo goduti la bella facciata in gotico fiammeggiante e abbiamo pranzato.

La facciata fiammeggiante di Saint-Maclou

La facciata fiammeggiante di Saint-Maclou

Vedendo un gruppetto di persone con la guida che si addentravano nei viottoli li abbiamo seguiti e siamo arrivati all’Aître Sant-Maclou.

L'Aître Saint-Maclou

L’Aître Saint-Maclou

All’inizio non capivamo dove fossimo finiti, quindi origliando le spiegazioni abbiamo capito che si trattava di un ossario/cimitero dove venivano conservati i resti delle vittime della peste. Le facciate presentano elementi macabri come teschi ed ossa, che ad un primo impatto non infondono proprio serenità…

Particolari macabri dell'Aîter Saint-Maclou

Particolari macabri dell’Aîter Saint-Maclou

Abbiamo quindi proseguito verso la chiesa abbaziale dedicata a Saint-Ouen, dove abbiamo assistito ad una partita a bocce all’ombra degli alberi.

Sport nazionale

Sport nazionale

Ovviamente non potevamo non vedere il Gros-Horloge.

Gros-Horloge

Gros-Horloge

Siamo quindi ritornati nei pressi della Cattedrale e riprendendo l’auto abbiamo raggiunto velocemente Jumieges, dove avevamo la Chambre d’Hotes che ci avrebbe ospitato per la notte. La chicca? La finestra che si apriva proprio sulla facciata normanna dell’abbazia 🙂

La facciata normanna dell'abbazia di Jumieges

La facciata normanna dell’abbazia di Jumieges

La visita merita, se non altro perché passeggiare tra i resti di questa architettura fa capire quanto fosse importante in epoca medievale e non solo. Costruita intorno all’anno 1000, dopo varie vicissitudini venne definitivamente abbandonata nell’Ottocento e fu utilizzata come cava di materiali da costruzione. Il potersi aggirare tra questi ruderi al tramonto rende il tutto ancora più suggestivo.

L'abbazia di Jumieges

L’abbazia di Jumieges

Per la visita dell’abbazia di Jumièges è previsto un biglietto di ingresso che costa 5 euro per gli adulti. La visita della Cattedrale di Rouen e degli altri monumenti invece è libera. L’ingresso al Gros-Horloge può essere effettuato al costo di 6 euro/persona.

Tanto per non perdere la bussola

Tanto per non perdere la bussola

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